Sezione Est Europa: Giovanni Villabruna, Presidente Confindustria Romania.

Non mi stancherò di dirlo, ma sono sempre più convinto che le relazioni tra Italia e Romania siano il modello da seguire di quello che l’Unione Europea dovrebbe rappresentare. Oggi più che mai, infatti, gli investimenti italiani in Romania rappresentano un concreto esempio di percorso virtuoso europeo nell’economia globale e costituiscono un modello vincente e replicabile di integrazione nell’Unione.

Confindustria Romania è la prima delle organizzazioni Confindustriali che si è costituita all’estero, 15 anni fa, nel luglio 2003. Due anni dopo, nel luglio 2005, è stata riconosciuta dal Governo romeno come “patronato”, in accordo alla legislazione vigente, e come tale può sedere a pieno titolo al tavolo delle trattative con il Governo, con i sindacati e con tutte le controparti politiche ed economiche romene sui temi cruciali per l’impresa (codice del lavoro, dialogo sociale, costo del lavoro, regime fiscale, etc.), difendendo gli interessi dei propri associati, aziende di diritto romeno a capitale parzialmente o totalmente italiano. 

Si ispira ai sistemi datoriali italiani nei quali si riconosce, facendo parte del sistema italiano di Confindustria che vanta un’esperienza patronale centenaria. 

Confindustria Romania, è diventata nel corso degli anni un punto di riferimento ufficiale degli uomini d’affari italiani in Romania, abbiamo la sede nazionale a Bucarest e siamo presenti sul territorio con filiali operative nella stessa Bucarest, a Timişoara, Prahova, Iasi e Cluj Napoca.

In Romania, siamo stati, lo siamo e lo saremo anche in futuro un esempio da seguire quanto a governance interna, integrità, etica e competenza. 

Confindustria Romania collabora da sempre con le istituzioni e desidera essere strumento di sussidiarieta’ e dialogo sociale assieme agli altri “Patronat” per fornire la sua visione e il suo contributo progettuale anche su tematiche tecniche e sociali. Per citare alcuni esempi, abbiamo instaurato un dialogo diretto con il Governo, con i vari ministeri preposti, per proporre soluzioni concrete, fattibili e soprattutto europee, alla mancanza di manodopera, uno dei problemi maggiori che la stragrande maggioranza delle aziende stanno vivendo in Romania. 

Soluzioni che singolarmente possono portare certamente un valido aiuto ma che, se inserite  nel contesto di una progettualità unica, basata su un mix calibrato tra precisi temi dove l’imprenditore e’ sempre in prima linea, possono diventare addirittura risolutive. 

Esse vanno da Investimenti nell’Industria 4.0 a piu’ Sicurezza sanitaria per le famiglie, da una Fiscalita’ agevolata alle Decontribuzioni (anche se limitate nel tempo) per supportare l’impresa nella logica di porre in essere azioni occupazionali che non impattino in maniera eccessiva sul costo del lavoro. 

Riteniamo infatti che un ambiente di lavoro piu’ sicuro e supportato significhi piu’ attrattivita’ occupazionale. 

Al di là dei principali attori multinazionali, come lo stesso Gruppo Ansaldo Energia, che rappresento localmente, Enel, Pirelli, oltre il 75% degli associati a Confindustria Romania, è costituito dalle PMI. PMI che hanno saputo negli anni conquistarsi il giusto posizionamento nel Paese, esprimendo quella tradizione, qualita’ ed innovazione che ci hanno fatto conoscere ed apprezzare, come italiani, in tutto il mondo.

Per garantire la massima assistenza professionale a chi si avvicina per la prima volta al paese o per chi è già presente con una stabile organizzazione, abbiamo come associati anche una rappresentanza allargata di banche, consulenti, avvocati e commercialisti, tutti di chiara fama professionale. 

Essere presenti all’estero, come produzione e/o distribuzione significa acquisire competivita’ in un mercato globale sempre piu’ aggressivo, quindi ritengo che debba essere colta questa grande opportunità-paese potendo anche contare sulla storica presenza patronale di Confindustria Romania e il messaggio è ovviamente rivolto agli imprenditori italiani, che stanno ancora valutando se e come internazionalizzare.

Non voglio entrare nel merito dei dati del Paese, già esaustivamente enunciati dai precedenti relatori. 

L’economia romena è in continua crescita. Il 2018 ha registrato un incremento del PIL del 4,5%, poco sotto quello della Cina (6,6%),  e c’è da sottolineare che questa performance è ottenuta praticamente senza l’utilizzo dei fondi europei, il cui assorbimento purtroppo è ancora veramente esiguo.

Ci sono oltre 46 661 imprese registrate di cui oltre 23.400 attive in Romania e ben 24.000 società con capitale romeno registrate in Italia.

L’Italia continua ad essere, da oltre 10 anni, il principale paese investitore per numero di aziende registrate, mentre detiene l’ottavo posto tra gli investitori stranieri per capitale investito. L’interscambio tra i nostri due Paesi ha raggiunto i 15 mld di Euro nel 2018 e le previsioni per il futuro sono in continua ascesa.

Ma vediamo in breve quali sono i principali settori in cui investire in questo paese.

In generale la Romania ha un potenziale di sviluppo in tutti i settori, con particolare evidenza nelle Infrastrutture, Edilizia e mercato immobiliare, Agricoltura, Agriturismo, Industria Automotive, Biotecnologie nell’ IT. 

Mi limiterò ad un focus su due settori. Il primo è quello dei trasporti, che forse è il più interessante, in quanto il Paese e’ ancora poco collegato e ci sono Progetti per i prossimi anni per migliorare la rete viaria: strade, autostrade, linee ferroviarie per l’alta velocità.  

Il secondo, è quello agro-industriale, dell’agricoltura biologica e delle relative tecnologie, in enorme sviluppo e dove molte aziende italiane hanno gia’ conquistato un ruolo strategico nel Paese. Esso costituisce infatti un asset strategico per l’economia romena, alla quale contribuisce con una quota consistente del PIL, e un target per gli investitori in considerazione di diversi fattori quali: la buona qualità del terreno e il suo costo particolarmente contenuto rispetto alla media degli altri Paesi europei, nonché la possibilità di accedere ai fondi dell’Unione Europea.

Concludendo, sono convinto che la Romania  sia una nazione ancora molto generosa, che puo’ dare grandi soddisfazioni anche a chi si affaccia al Paese solo oggi, a condizione che si porti  professionalità, competenza, innovazione e determinazione, caratteristiche essenziali per ottenere risultati concreti e duraturi, nonchè requisiti imprescindibili per ogni newcomer. 

 

 

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