Health Beyond Borders. Sanità di Frontiera Albania

Come siete arrivati in Albania?
Sanità di Frontiera – Salute senza confini – Onlus (SDF) è un’associazione senza scopo di lucro, apolitica e aconfessionale, che realizza interventi nel settore delle diseguaglianze, del benessere psicofisico, dell’inclusione sociale e del rispetto dei diritti umani in Italia e all’estero. Sperimenta e diffonde modelli di intervento per promuovere la salute intesa come da definizione dell’Organizzazione Mondiale della Salute, ovvero uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia o infermità. Dopo il terremoto in Albania del 26 novembre 2019, SDF ha scelto di intervenire subito e, con il supporto di Consulcesi Onlus, realtà già attiva in Albania e, in collaborazione con la ONG locale Fundjave Ndryshe, si è recata con la sua Unità Mobile sui luoghi colpiti per fornire un supporto e monitorare la situazione dei territori nella zona di Durazzo e Tirana. SDF ha potuto sia rilevare i bisogni, sia intervenire su alcuni nuclei familiari isolati attraverso un sostegno di prima necessità. Dall’attività sul campo, SDF ha potuto rilevare come la fascia di età dei bambini dai 0 ai 5 anni fosse la meno attenzionata dagli interventi di emergenza e proprio per questo è stata attivata una forte partnership con il Ministero della Salute e Protezione Sociale albanese, e con le realtà del terzo settore già operanti sul territorio con l’intento di rendere il più possibile efficienti ed efficaci le azioni e ottimizzare le risorse.

Quali interventi avete messo in atto in Albania dopo il terremoto del 26 novembre 2019?
Nella prima fase di emergenza post terremoto abbiamo sperimentato un’attività pilota a beneficio di 50 famiglie con bambini dagli 0 ai 5 anni, ospitati presso gli Hotel di Shengjin a seguito della inagibilità delle loro case. Con un Team Multidisciplinare, composto da psicologici e assistenti sociali, sono state effettuate attività mamma-bambino, ludiche e psico-motorie, al fine di migliorare il benessere fisico ed emotivo dei bambini e delle mamme vittime di stress traumatico, inoltre sono stati distribuiti kit di emergenza con prodotti specifici per i bambini 0-5 anni.
Con la diffusione del Coronavirus anche in Albania, i bambini si sono poi ritrovati a vivere un’emergenza nell’emergenza, rimanendo isolati in casa, spesso senza poter usufruire a pieno della didattica a distanza e non avendo la possibilità di sperimentare la socialità e apprendere nei contesti educativi non formali. Per questo motivo SDF ha scelto sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 di non rinunciare né al programma di attività né al contatto con le famiglie prese in carico. È stata infatti aperta una pagina facebook e gruppi whatsapp con le mamme per monitorare costantemente la situazione delle famiglie e fornire ai genitori spunti per la cura dei bambini e tutorial delle attività prima realizzate in uno spazio fisico. Inoltre, grazie all’attivazione di una rete territoriale, ai nuclei familiari più fragili sono stati forniti beni di prima necessità e alimenti per i più piccoli.
È durante questa emergenza che è nato il bisogno di proseguire la strategia già implementata da Sanità di Frontiera, avviando un progetto finanziato dal Fondo di beneficienza Intesa San Paolo per intervenire con l’obiettivo di migliorare il benessere psicosociale dei minori e delle loro famiglie che vivono in fase di stress post-traumatico per il recente sisma e di stress traumatico per l’Emergenza Covid19, o situazioni di vulnerabilità materiale e sociale. SDF è attiva oggi nei territori di Lezha, Thumane e Tirana dove ha avviato partnership con le Istituzioni e le ONG locali per la presa in carico integrata dei beneficiari.

Quali i progetti futuri.
Il progetto in corso e quello implementato durante l’emergenza terremoto ci hanno insegnato quanto sia fondamentale il lavoro fatto insieme alle imprese per lo sviluppo di una comunità di cura con al centro il benessere dei bambini e delle famiglie più vulnerabili. SDF crede che gli imprenditori e le aziende non siano solo semplici finanziatori ma agenti di cambiamento che possano donare competenze, aiuti e attivarsi per portare modelli di sviluppo sostenibile nei territori in cui operano. Per questo motivo oggi ci impegniamo a promuovere i nostri obiettivi anche al settore profit per co-progettare interventi a favore delle fasce più fragili. Un’impresa non solo può mettere in campo le proprie competenze e i propri mezzi per supportare una famiglia in difficoltà ma può impegnarsi attivamente nel sostenere piani di sviluppo personalizzati per i minori i cui genitori non possono garantire opportunità educative non formali, come seguire un corso di musica o frequentare una palestra, attività importanti invece per il loro sviluppo psicofisico, fino, inoltre, alla creazione di valore attraverso l’impresa sociale. Tante idee, insomma, che per concretizzarsi necessitano del contributo, impegno e sentimento di tutti quegli imprenditori che riconoscono che una società sviluppata si misura da quanto la crescita sia condivisa e diffusa.
Tante idee, insomma, che per concretizzarsi necessitano del contributo, impegno e sentimento di tutti quegli imprenditori che riconoscono che una società sviluppata si misura da quanto la crescita sia condivisa e diffusa.

In questi mesi abbiamo conosciuto bambini e ragazzi che aspettavano solo il momento di poter condividere con noi un po’ di spensieratezza dopo le emergenze terremoto e Covid che avevano duramente colpito le loro famiglie. E abbiamo passato tante ore insieme ai loro genitori affiancandoli in quello che forse è il mestiere più difficile di sempre, quello di accompagnare i propri figli nella loro crescita. Quello che ci ha insegnato questo anno è che non importano le condizioni in cui si vive, non importa se si devono fare i km per andare a scuola, non importa se in casa non ci sono tutti i giorni vestiti belli e nuovi. Quello che importa è la forza di volontà di tutte quelle mamme e quei papà che vogliono lavorare per un futuro migliore per i propri figli, quello che più conta è il desiderio negli occhi di quei bambini che in quel futuro ci credono nonostante intorno sembrino non esserci speranze. Sanità di Frontiera lavora duramente tutti i giorni non per quei bambini, ma con quei bambini e le famiglie affinché si possano costruire insieme delle speranze concrete con la profonda convinzione che creare un’opportunità per realizzare il sogno di un bambino, sia questo quello di diventare calciatore, pittrice o semplicemente di poter studiare meglio, è l’unico fondamentale passo per la costruzione di un futuro più giusto. Tutti i bambini che abbiamo conosciuto hanno dei sogni, tutti i genitori vogliono aiutarli a farli diventare realtà ma allo stesso tempo non hanno la possibilità economica per poterlo fare. Per questo ci rivolgiamo a tutti quelli che si ricordano di quando erano piccoli e sognavano ad occhi aperti, perché possano dare ai bambini e alle bambine più svantaggiati la possibilità di avere un futuro su misura per loro. Perché è più facile di ciò che si pensa, basta un piccolo aiuto, libri, l’iscrizione a un corso di musica, le scarpe giuste per il calcio per contribuire a portare speranza.

Giorgia Zilio
Programme Coordinator

Sanità di Frontiera-Health Beyond Borders Albania

www.sanitadifrontiera.org

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