Intervista esclusiva a Fabrizio Bucci, Ambasciatore d’Italia a Tirana.

Il “ritorno” della RAI, il rafforzamento della presenza anche di grandi aziende come FINCANTIERI e LEONARDO e la profonda amicizia che lega Italia e Albania sono i temi trattati in questa intervista esclusiva rilasciata ad Albania Economia Magazine dall’Ambasciatore d’Italia a Tirana, Fabrizio Bucci.

 

E’ passato un anno dal suo insediamento come Ambasciatore in Albania, qual è la sua analisi sul “business climate” e quali sono gli obiettivi che si è posto per il futuro?
Nonostante il periodo contrassegnato dai mutamenti determinati dall’evoluzione dell’emergenza Covid-19 tuttora in corso in Italia, in Albania e nel mondo, in questo mio primo anno di permanenza a Tirana ho avuto modo di toccare con mano la stretta integrazione dell’economia albanese con quella italiana.  La vicinanza geografica, la diffusa conoscenza della lingua italiana, le affinità culturali sono condizioni che rendono Italia e Albania partner economici naturali. Eppure, credo che l’Albania non abbia ancora pienamente dispiegato il suo potenziale economico. Per il momento si è puntato molto sui vantaggi derivanti dalla disponibilità di manodopera ad un costo competitivo e da una tassazione più favorevole rispetto alla media europea, ma si è ancora lontani da una piena valorizzazione delle risorse disponibili sul territorio, del capitale umano a disposizione e di una posizione geografica strategica che pone potenzialmente l’Albania al centro del più vasto mercato dei Balcani occidentali. 
Anche con riferimento alle dichiarate priorità del governo e delle amministrazioni albanesi verso la rapida convergenza agli standard europei, ritengo indispensabile che si lavori per un  miglioramento dell’attuale “business climate”: penso all’implementazione delle riforme strutturali in settori chiave; ad un sistema fiscale più trasparente; ad una pubblica amministrazione efficiente e sana che possa gestire con professionalità e trasparenza le procedure di gare pubbliche, la concessione delle licenze, i controlli fiscali e sanitari alle imprese, i controlli doganali; penso a controparti economiche capaci e rispettose delle regole.
E’ per questo che l’introduzione di meccanismi di consultazione bilaterale in materia economica e commerciale è importante. Qualche settimana fa il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il Primo Ministro Edi Rama hanno lanciato “un Comitato Congiunto permanente” che possa fungere quale gruppo di lavoro e forum di dialogo per promuovere opportunità di cooperazione economica bilaterale di interesse reciproco e iniziative congiunte in settori strategici e prioritari, nonché per affrontare potenziali ostacoli in campo economico e commerciale e discutere la cooperazione nel campo delle politiche sociali e del lavoro.

L’Italia si conferma di gran lunga il primo partner commerciale dell’Albania.

La presenza delle imprese italiane è imponente così come quella delle organizzazioni industriali, ad esempio Confindustria Albania. Come pensa di rafforzarla e salvaguardarla?
Vi è in Albania una diffusa domanda di Italia, di prodotti, di capacità di impresa.L’Italia si conferma di gran lunga il primo partner commerciale dell’Albania.In base ai dati albanesi nei primi dieci mesi del 2020 l’interscambio fra i due Paesi è stato pari al 31,4% del totale, nonostante il forte calo dovuto all’impatto della pandemia nel periodo considerato (esportazioni italiane verso l’Albania -11,7%, importazioni italiane dall’Albania -16,6%).  Nel 2019 l’Albania ha scambiato merci con l’Italia per un ammontare complessivo pari a circa 2,5 miliardi di euro, corrispondente al 34,4% dell’interscambio totale, con un saldo attivo per l’Italia pari a 171 milioni di euro.
Anche con riferimento alla presenza di investimenti ed imprese italiane il quadro è sostanzialmente positivo. In base ai dati della Banca di Albania nella prima metà del 2020 il flusso degli investimenti diretti esteri (IDE) italiani nel Paese conferma il forte aumento registrato già nel 2019. Il nostro Paese si colloca al quarto posto tra i principali investitori, con un ammontare di IDE (stock) nella prima metà dell’anno in corso pari a 795 milioni di euro.
Le imprese italiane hanno tradizionalmente rappresentato oltre la metà di tutte le imprese straniere attive in Albania, costituendo una fetta importante del sistema produttivo e occupazionale albanese. Gruppi industriali medio-grandi si sono affermati principalmente nei settori dell’energia, del cemento, dell’agroalimentare e bancario (Intesa San Paolo è la terza banca del paese). Il settore energetico ha rappresentato il campo di maggior successo per la penetrazione italiana di alto livello, con l’ingresso nel paese, tra il 2017 e il 2019, di SNAM prima e di ENI poi, con prospettive di ulteriore crescita anche nel prossimo futuro.
Non dimentichiamo poi il settore delle infrastrutture. La INC S.p.a. ha vinto l’importante gara per il rifacimento della tratta ferroviaria Tirana-Durazzo.
In termini numerici, in base ai dati pre-Covid disponibili, la presenza di aziende italiane in Albania si quantificava intorno al migliaio (comprese le numerose società unipersonali di consulenza), con attività ricomprese principalmente nei settori manifatturiero, energetico, costruzioni, lavorazione e produzione alimentare, servizi, consulenza e innovazione.
Sono numeri importanti ma non dobbiamo accontentarci, anche per la concorrenza da parte di altri competitors è molto forte. E’ per questo che mi sto impegnando molto per rafforzare la presenza in Albania anche delle grandi aziende italiane, come FINCANTIERI e LEONARDO, che possono giocare un ruolo importante anche grazie al sostegno delle istituzioni finanziarie italiane come Cassa Depositi e Prestiti e SIMEST.  Ma penso ad esempio anche alla RAI, che è stata l’unica finestra sul mondo per gli albanesi durante l’epoca comunista. Ora, la RAI è la principale industria culturale italiana che produce non soltanto programmi di intrattenimento, ma anche pacchetti educativi per le scuole e programmi culturali di eccellenza oltre a tante altre cose.

Grazie anche all’impegno del suo Presidente, Marcello Foa, stiamo studiando i tempi e le modalità migliori per il “ritorno” della RAI in Albania.  

Grazie anche all’impegno del suo Presidente, Marcello Foa, stiamo studiando i tempi e le modalità migliori per il “ritorno” della RAI in Albania Quanto al “Sistema Italia”, il sostegno alle attività imprenditoriali e il miglioramento del business climate in Albania, la crescita dell’interscambio commerciale e dei flussi di investimento nel paese costituiscono gli obiettivi prioritari su cui sto lavorando nonostante le difficoltà. In Albania noi possiamo contare su una bella squadra: l’Ufficio ICE-Italian Trade Agency, la Camera di Commercio Italiana in Albania, Confindustria Albania e, naturalmente, tutte le imprese italiane.

Mi sto impegnando molto per rafforzare la presenza in Albania anche delle grandi aziende italiane, come FINCANTIERI e LEONARDO.

Ha ricoperto incarichi a Bruxelles ed è stato Direttore per l’Integrazione Europea. L’Albania, secondo lei, entrerà a far parte dell’UE? Quali sono i tempi?
Dopo la decisione del Consiglio UE di marzo scorso che ha dato il via libera all’avvio dei negoziati, la domanda da porsi non è più se l’Albania entrerà nella UE, ma quando. 
Il cammino compiuto in questi anni è stato enorme. Tirana è una città in pieno sviluppo, l’ammodernamento infrastrutturale del Paese sta andando avanti spedito, aziende internazionali piccole e grandi investono capitali, il tasso di crescita dell’economia pre-COVID è stato robusto per anni, la società civile gioca un ruolo sempre più importante. Vanno considerati positivamente anche i progressi nel campo della giustizia e l’introduzione di nuovi strumenti per il contrasto alla criminalità, come il varo della nuova Procura Speciale Anticorruzione e l’attivazione dell’Ufficio Nazionale per l’Investigazione che la sosterrà. Insomma, molto è stato fatto. Ma moltissimo resta da fare. L’Italia ha sempre sostenuto il cammino europeo dell’Albania e abbiamo sempre difeso le sue ragioni. Ma anche l’Albania deve “aiutarci ad aiutarla”, dimostrando con i fatti che sta andando avanti sui fronti più delicati: completamento della riforma della giustizia, lotta alla criminalità organizzata e al narcotraffico, rafforzamento della pubblica amministrazione, contrasto alla corruzione. 
Ecco, io mi aspetto che nel corso del 2021, una volta soddisfatte tutte le priorità stabilite dal Consiglio di marzo, la prima Conferenza Intergovernativa possa essere convocata e possano finalmente partire i negoziati con la Commissione Europea per l’adesione. Sui tempi per l’ingresso vero e proprio nell’Unione Europea, se ci vorranno cinque o dieci o quindici anni, tutto dipenderà dall’Albania e dalla sua reale volontà di diventare un giorno parte dell’Europa. In tutto questo percorso continueremo ad essere al fianco dell’Albania, da amici speciali e vicini come siamo sempre stati. Non mancherà mai il nostro incoraggiamento, ma non risparmieremo le critiche se e quando saranno necessarie. Perché così funziona tra amici veri.

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