GIORDANO GORINI. 22 CENTRALI IDROELETTRICHE IN ALBANIA

Albania Economia dedica la copertina di Dicembre 2021 a Giordano Gorini, CEO di Essegei Spa, il gestore del più rilevante portfolio idroelettrico privato in Albania con una storia che inizia 20 anni fa e che oggi conta 22 centrali idroelettriche in tutto il paese. Al centro dell’intervista la storia dell’azienda, i suoi valori ma soprattutto il tema legato all’attuale crisi energetica che rischia di gelare la ripresa post Covid.

Dott. Gorini, Essegei è stata fondata oltre 20 anni fa. Ci racconti il suo viaggio nella costruzione del gestore del più rilevante portfolio idroelettrico privato in Albania.
Sembra ieri ma sono effettivamente passati 20 anni da quando Essegei negoziò il primo contratto di concessione della formula ROT (Reabilitation, Operation and Transfert) con il Governo albanese per la centrale idroelettrica di Smokthina (Valona), successivamente nell’ottobre 2002 sottoscrisse un secondo contratto di concessione (ROT) per altre 22 centrali sparpagliate sul territorio albanese.
Fu proprio nell’agosto del 2002 che visitai per la prima volta l’Albania e successivamente a questa si decise l’ingresso di Camuna Idroelettrica, azienda leader in Italia nel settore idroelettrico, nell’azionariato di Essegeifino ad ottenerne progressivamente il controllo.
Il quadro normativo di allora risentiva ancora delle problematiche legate al passaggio da un’economia statalista pianificata ad una capitalista; basti pensare che per ottenere il primo contratto di vendita dell’energia fu necessario attendere fino a maggio 2004 a seguito di un efficace intervento della nostra Ambasciata in collaborazione con la quale ottenemmo la sottoscrizione di un memorandum of understanding con il Ministero dell’energia albanese nel febbraio 2004.
Le competenze tecniche di Camuna Idroelettrica ed il sostegno finanziario di Banca Intesa Albania hanno successivamente creato i presupposti per concretizzare un piano ambizioso e impegnativo che ha portato alla riabilitazione ed in molti casi anche al ripotenziamento delle 22 centrali in concessione che costituiscono il parco idroelettrico numericamente più consistente del Paese. Dal 2017 il pacchetto di maggioranza di Essegei Spa è detenuto dalla società Hydra Energia che fa capo al Gruppo Autogas Nord e San Giorgio Seigen di Genova con l’obiettivo di consolidare e sviluppare il parco centrali in concessione.

In un’intervista del 2015 con il noto giornalista, Artur Nura, affermava: “L’Albania importa massicce quantità di energia dall’estero, prodotte da fonti non rinnovabili, e non avendo investito in nuove centrali, è certo che sarà costretta in futuro a comprare a prezzi elevati. A quel punto sarà estremamente complicato correre ai ripari investendo in nuovi impianti…E’ il caso di dire: se solo il Governo albanese avesse dato ascolto al suo consiglio..
Sì, devo ammettere che un po’ fa specie ricordare questa intervista all’amico Artur Nura ma ho sempre ritenuto, in maniera se vuole pragmatica, che l’Albania non può essere diversa dal resto del mondo. Mi spiego meglio: le politiche energetiche sono politiche a medio-lungo termine che necessitano di azioni concrete oggi per avere benefici domani; le politiche commerciali, basate sull’acquisto di beni primari quali l’energia sono a breve termine, soddisfano le esigenze di oggi ma a medio-lungo termine sono penalizzanti per chi le pratica.
L’Albania ha un potenziale idroelettrico ancora sfruttabile, soprattutto per la realizzazione di piccole-medie centrali, esattamente com’è avvenuto in Italia dove la produzione da idroelettrico si conferma la più redditizia con oltre il 41% del totale prodotto da energie rinnovabili seppure con una quota del 31% della potenza installata totale degli impianti.
Era facile quindi prevedere già allora che una politica commerciale invece di una politica di sviluppo si sarebbe scontrata, prima o poi con le logiche del mercato.


Lei è anche Board member dell’Albanian Renewable Energy Association, Vice Presidente Camera di Commercio Italiana in Albania e Vice Presidente con Delega Energia e Infrastrutture di Confindustria Albania. Immaginiamo abbia già chiesto un tavolo di confronto con il governo.
Da anni AREA chiede un tavolo tecnico al Governo albanese, come dicevamo i tempi della politica e le sue esigenze sono troppo spesso a breve termine mentre servono scelte politiche coraggiose e lungimiranti, proprie di un confronto tecnico specialistico. Sotto l’egida della nostra Ambasciata, in collaborazione con CCIA e Confindustria, già dal 2012 abbiamo costituito un Tavolo Energia, riattivato con una edizione dello stesso il 09 aprile 2019 al quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni albanesi e italiane, tra cui l’Autorità italiana per l’energia (ARERA), il gestore del mercato elettrico GSE e Terna, al fine di affrontare le tematiche del settore energetico nella sua globalità: dalla produzione alla distribuzione di energia nell’ottica della
creazione di un mercato regionale dell’energia.

Secondo lei cosa manca all’Albania per produrre il 100% del fabbisogno energetico interno?
Manca poco, se pensiamo che l’Albania, Paese con circa 3 milioni di abitanti necessita di circa 8 TWh/anno, mentre la sola provincia di Brescia con 1,2 milioni di abitanti consuma 14 TWh/anno, sarebbe sufficiente una politica incentivante, esattamente identica al resto dell’Europa, per avere in 4/5 anni una produzione interna pari al proprio fabbisogno.

Se ci fosse la possibilità concreta di investire, Essegei sarebbe pronta a credere ancora nell’Albania e nelle sue potenzialità?
Le imprese sono sempre pronte per definizione ad investire, assumendosi, sia inteso, il mero rischio imprenditoriale, in questo momento, con le concessioni in scadenza tra 10 anni e con una politica dei prezzi non incentivata appare poco sostenibile affrontare una nuova campagna di investimenti. In occasione della Missione di Sistema del febbraio 2018, un rappresentante del Governo espresse la volontà di modificare la formula concessionaria da ROT/BOT a BOO, allungando di fatto la scadenza delle concessioni a 99 anni; in questo caso il Governo darebbe senz’altro un notevole impulso e rinnoverebbe la fiducia negli investitori e certamente anche quella di Essegei.

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