Erich Cossutta, Presidente Confindustria Serbia.

La vita associativa in un Paese in cui l’Italia, ci è sempre stata.

L’Italia in Serbia ci è sempre stata, ha creduto nel Paese e nelle sue potenzialità prima di tutti gli altri, in virtù di una vicinanza non solo geografica ma anche culturale, storica e non ultimo umana, attraverso un legame di sincera amicizia. 

E’ su questo presupposto che Confindustria  mira ad esprimersi in Serbia anche nel suo ruolo di ponte che, non solo crea connessioni tra aziende ed economie, ma vuole far entrare a pieno titolo la Serbia nella famiglia europea a cui appartiene di diritto, nello spirito di quella cooperazione senza la quale non potrà mai esserci sviluppo e stabilità regionale. Un progetto ed obiettivo ambizioso ma realizzabile anche e soprattutto se pensiamo a Confindustria Serbia nel suo alveo naturale, ovvero la rete di Confidustria Est Europa: un vero e proprio connettore fra aziende, persone e culture che vanno da Durazzo a Vladivostok, una realtà unica nel panorama dell’associazionismo imprenditoriale internazionale grazie alla sua estensione e presenza capillare nel territorio. 

Questa esperienza consolidata e la tradizione più che centenaria della più grande associazione imprenditoriale italiana, sono state le basi fondamentali sulle quali Confindustria Serbia è diventata in soli sette anni un attore di peso nel contesto della vita economica ed in parte sociale del Paese più popoloso della penisola balcanica. 

Una storia, quella di Confidnustria Serbia, relativamente breve ma ricca in contenuti e risultati: l’associazione è cresciuta passo dopo passo, e dalla sua costituzione nel 2012 ha messo radici salde in Serbia diventando interlocutore affidabile e sicuro per le istituzioni e gli imprenditori serbi e rivelandosi fin da subito “porto” sicuro e affidabile per le aziende italiane che si volevano affacciare su un nuovo territorio e cercare nuove opporutnità per il loro business. 

Si tratta di aspetti fondamentali per la crescita delle nostre aziende, ma anche delle loro attività quotidiane: è compito e dovere di Confindustria Serbia seguire le imprese nella loro crescita sul territorio,  accompagnandole sia in quelle che sono le opportunità di sviluppo che sostenendole nelle sfide che l’economia globale pone di fronte a loro. 

Da questo punto di vista, siamo certi che la Serbia sia un’occasione per le imprese nostrane: l`Italia rappresenta il primo investitore estero in Serbia con una presenza di circa 600 aziende, una quota di capitale investito stimata in circa 3 miliardi di Euro. Nel 2018 l’Italia è stato inoltre il secondo partner commerciale della Serbia con un interscambio attestatosi ai 4,04 miliardi di Euro di cui 2,05 miliardi di export italiano corrispondenti a quasi il 10% delle importazioni totali della Serbia. 

Queste sono aziende di tutte le dimensioni: grandi multinazionali, ma anche piccole imprese che hanno scelto la Serbia non solo per una prossimità fisica e culturale, ma per vantaggi competitivi che hanno contribuito a fare della Serbia la principale destinazione degli investimenti esteri anche a livello regionale, primo fra i quali l’esenzione dal pagamento dei dazi con i paesi dell’Unione Euoroea.

La posizione geografica rende inoltre la Serbia un veicolo di connessione tra nord e sud, est ed ovest: da questo punto di vista la conclusione dei lavori su importanti infrastrutture stradali e ferroviarie, siamo sicuri, non farà che facilitare l’arrivo di nuovi imprenditori e di altre aziende. 

Un accordo di libero scambio in vigore con Federazione russa, Turchia e Bielorussia inoltre permette alle aziende che producano in Serbia di accedere ad un bacino di 350 milioni di persone senza il pagamento di dazi doganali. In alcuni settori economici ed in virtù di tali accordi di libero scambio, la produzione in Serbia riduce il costo della merce per un cliente o consumatore in Russia o Turchia, per esempio, del 22%. Da questo punto di vista va ricordato anche che, seppur la Serbia rappresenti un mercato di sette milioni di consumatori, il loro potere d’acquisto sta aumentando aprendo nuove opportunità commerciali per le aziende del settore alimentare, dell’arredo, abbigliamento e prodotti di largo consumo. 

Per quel che concerne la produzione invece, automatizzazione della produzione ed IT rimangono settori di traino: l’Italia sta contribuendo alla reindustrializzazione della Serbia non solo con investimenti diretti ma anche grazie al piazzamento della sua tecnologia e della sua conoscenza, due “brand” italiani estremamente riconosciuti e rispettati in Serbia dove molte aziende basano la loro produzione ed il loro business su macchinari e soluzioni di orgine italiana. L’IT è un settore in crescita che proietta la Serbia in un mercato globale, grazie ad una forza lavoro la cui preparazione universitaria e professioanle viene riconosciuta anche dalle classifiche internazionali. Il comparto agricolo e la trasformazione dell’alimento sono pilastri dell’economia serba e che sicuramente vedranno, anche grazie al supporto finanziario dell’UE, una nuova primavera in tutti i sensi. 

In questo contesto Confindustria Serbia è un foro in cui le aziende possono cercare opportunità di business ma anche di connessione e di scambio di esperienze ed informazioni. L’associazione ha costituito per questo motivo nell’ultimo biennio infatti tre gruppi tecnici, dedicati rispettivamente a risorse umane, filiera dell’edilizia ed industria tessile e calzaturiera il cui obiettivo è quello di inquadrare le sfide principali e proporre soluzioni ponderate e a lungo termine alle istituzioni ed aziende locali. 

Un motivo di grande orgoglio per Confindustria Serbia, è la fase di reinvestimento in cui si trovano molte delle nostre aziende associate. Proprio per questo motivo l’associazione si è posta due obiettivi fondamentali. Da un lato quello di garantire alle aziende un contatto diretto e trasparente con importanti interlocutori: agenzia delle entrate, dogane, ministeri e agenzie di sviluppo. Dall’altro lato l’impegno di Confindustria Serbia  nel contesto delle risorse umane: l’associazione è infatti riuscita ad inserire nel quadro scolastico della Serbia, un nuovo indirizzo per le scuole medie superiori dedicato al settore dell’automotive. Si tratta di un contributo concreto e visibile, non solo per le aziende ma anche per i cittadini della Serbia e per il loro futuro. 

 

 

 

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